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Dove la campagna inizia a salire dolce per dar vita al paesaggio collinare c’è Poggio Berni, il cui territorio si estende tra le conoidi alluvionali del Marecchia e dell’Uso , sopra tre piccole alture che proseguono la dorsale di Santarcangelo, sulle quali si trovano i vecchi insediamenti di Tomba Poggio Berni (il cosiddetto Palazzo Marcosanti), Poggio Berni e Trebbio.
I nuovi insediamenti si vanno infittendo ai piedi delle colline lungo la strada Santarcangiolese e a Camerano, nella valle dell’Uso.
Il toponimo di Poggio Berni è di incerta origine: allude forse ad antichi proprietari e compare dopo il X secolo.
Nel 1936, a Camerano, venne in luce un ripostiglio di oggetti bronzei risalenti alla tarda Età del Bronzo.
E’ questo il più antico documento di frequentazione umana della zona, da mettere in relazione con il ripostiglio di Casalecchio di Verucchio (fine del XI e primi del X secolo A.C.).
Di recente sono stati rinvenuti numerosi reperti di epoca romana. Alcuni documenti del XI secolo D.C. ricordano una vasta “curte de Gallia” in quel di Camerano.
In epoca comunale e signorile in queste zone sorgevano tre castelli: quello di Trebbio, quello di Poggio Berni e quello di Camerano o “Castrum Usii”. Poggio Berni, col suo territorio, fu uno dei centri più cospicui della fortuna economica dei Malatesta, presenti “in curia castri de tribo”nel 1197 con quel Giovanni che ebbe numerose controversie con i consoli di Rimini. Il castello di Poggio Berni, della cui rocca esistono poche vestigia attualmente inglobate in un ristorante tipico (I Tre Re), era la sede della comunità rurale più importante.
Il castello di Trebbio apparteneva a Malatesta da Verucchio come bene dotale della seconda moglie, ma il centro dell’amministrazione del cospicuo patrimonio di boschi, campi, vigne, prati, giardini e mulini era alla Tomba di Poggio Berni che esiste tuttora, nota col nome di Palazzo Marcosanti.
La “Tomba” è una residenza signorile di campagna, fortificata quasi come un castello ma, spesso, immune da servitù feudale.
Dopo la caduta dei Malatesta, Poggio Berni passa sotto il dominio dei Montefeltro, Duchi di Urbino, e poi dei Della Rovere.
Lo stemma ducale dei Della Rovere è tuttora visibile sulla porta della piccola cappella costruita sul lato sinistro dell’antica Tomba. Vittoria Della Rovere, ultima principessa di Urbino, andrà sposa al Granduca Ferdinando II di Toscana, Ducato che mantiene la proprietà di Poggio Berni fino al 1765 quando Clemente XIII acquista dalla reggenza granducale del tempo, la tenuta che in seguito verrà ceduta agli Albani. E infine ai Marcosanti, piccoli nobili di Santarcangelo.
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